Chi ha investito in azioni della Banca Popolare di Bari e ha visto svanire i risparmi di una vita ad oggi si sente giustamente tradito, ma nonostante tutto non deve affatto rassegnarsi. Dietro uno dei casi giudiziari più discussi del panorama finanziario italiano negli ultimi anni esistono adesso possibilità concrete per il recupero delle perdite. Tra i protagonisti di questo nuovo capitolo c’è la nota società specializzata Martingale Risk, che offre lo strumento del litigation funding per finanziare la causa dei risparmiatori avverso la Banca del Mediterraneo (ex Banca Popolare di Bari ed oggi BdM Banca Spa), sostenendone i costi e le spese in cambio di una percentuale delle somme recuperate.

Il crac che ha cancellato i risparmi

L’epilogo della lunga tormentata vicenda della Banca Popolare di Bari – trasformata poi in BdM Banca – ha visto, nei giorni scorsi, il tribunale civile di Bari condannare gli ex vertici dell’istituto a risarcire complessivamente circa 122 milioni di euro per “mala gestio”, omissioni informative e concessioni di crediti imprudenti che hanno portato al crac dell’istituto. Tra i condannati figurano Marco e Gianluca Jacobini e l’ex amministratore delegato Giorgio Papa, ma anche altri membri del consiglio e la società di revisione PwC. Questa condanna, pur significativa, non si traduce però in un assegno in tasca ai risparmiatori in quanto non vi è alcun provvedimento o sentenza che abbia liquidato somme a favore di questi ultimi.

Perché molti investitori possono ancora agire

L’azione giudiziale diretta del singolo risparmiatore nei confronti della BdM Banca (ex Banca Popolare di Bari) è ad oggi lo strumento più importante a disposizione degli azionisti. In Italia esistono termini di prescrizione piuttosto lunghi – dieci anni – per contestare ed ottenere il risarcimento dei danni, e la giurisprudenza ha chiarito che detto termine decorre dal momento in cui il danno diventa manifesto, non dalla data di acquisto dei titoli. Nel caso della Popolare di Bari, il danno è divenuto pubblicamente conoscibile dai risparmiatori nel 2018, quando la CONSOB ha pubblicamente evidenziato omissioni informative e carenze nei prospetti di aumento di capitale. E pertanto, ad oggi, i risparmiatori sono ancora in tempo per agire ed ottenere il recupero, anche per investimenti effettuati in data antecedente agli ultimi dieci anni (es. acquisti effettuati nel 2009).

Questo significa che molti piccoli azionisti che, dopo la crisi bancaria, pensavano di aver perso ogni chance di recupero, oggi possono avviare una causa contro la Banca (o contro gli intermediari che hanno venduto i titoli) ed ottenere i risarcimenti, così come è successo per la totalità dei clienti che sinora si sono rivolti con successo a Martingale Risk.

La proposta di litigation funding e “zero costi anticipati” di Martingale Risk

In questo contesto si inserisce l’offerta di Martingale Risk, unica società in Italia che assiste i risparmiatori senza richiedere alcun costo, spesa o compenso iniziale: attraverso il proprio dipartimento di litigation funding, Martingale Risk permette infatti ai propri clienti di pagare per il servizio di recupero unicamente a seguito dell’accredito sul proprio conto delle somme recuperate.

Il procedimento di litigation funding e di acquisizione del mandato inizia con una analisi preliminare gratuita della posizione del singolo cliente, dalla quale emergono le possibilità effettive di contestazione e le somme potenzialmente ottenibili. La formula di litigation funding è pensata soprattutto per quei risparmiatori che, avendo subito perdite significative, non possono permettersi di affrontare ulteriori spese legali. È un’opzione che può risultare risolutiva, specie in situazioni dove, come accade per la Popolare di Bari, la complessità dei fatti e la dispersività delle responsabilità rendono difficile una battaglia individuale senza supporto specialistico.

Uno sguardo realistico sul futuro degli azionisti

Recuperare integralmente ciò che è andato perso resta complesso, se non ci si affida ad operatori del settore qualificati. L’evoluzione della giurisprudenza più recente e i termini di prescrizione favorevoli per chi agisce tempestivamente offrono ottime opportunità ai risparmiatori che oggi intendono agire. Considerando che non vi sono costi o spese, e dunque non vi sono rischi a loro carico, è immediata la convenienza ad agire per i risparmiatori.

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