Due investitori lombardi hanno acquistato tra il 2016 e il 2017 obbligazioni ordinarie emesse dalla società Astaldi S.p.A., denominate “Astaldi 20-S 7,125%”, per il tramite di ordini telefonici impartiti alla propria banca. Nel luglio 2019 il Tribunale di Roma dichiara aperta la procedura di concordato preventivo di Astaldi. Gli obbligazionisti non ricevono denaro ma azioni ordinarie Astaldi di nuova emissione e Strumenti Finanziari Partecipativi (SFP) non quotati, che attribuiscono solo il diritto a partecipare pro quota al ricavato netto della futura liquidazione. Successivamente, Astaldi viene incorporata in Webuild S.p.A. e gli azionisti ricevono 203 azioni Webuild ogni 1.000 azioni Astaldi. I due risparmiatori si ritrovano così con sole 2.593 azioni Webuild, per un valore residuo irrisorio rispetto all’investimento iniziale. Perciò contattano Martingale Risk, al fine di recuperare quanto perso. Il nostro team riscontra varie criticità imputabili alla banca intermediaria che ha venduto i titoli. Questa non ha fornito alcuna informazione specifica sulle caratteristiche delle obbligazioni Astaldi prima degli acquisti. Le obbligazioni Astaldi non erano titoli “semplici”: presentavano una duplice componente derivativa (opzioni put e call embedded), la possibilità per l’emittente di modificare tassi e scadenze, erano illiquide e classificate ad alto rischio. Già all’epoca degli acquisti, la situazione finanziaria dell’emittente era deteriorante e la banca ne era necessariamente a conoscenza. Tutto questo rendeva l’obbligo di informazione ancora più stringente, e la sua omissione ancora più grave. I clienti (pensionati di età avanzata, con un profilo non compatibile con investimenti altamente rischiosi) non avrebbero acquistato le obbligazioni se fossero stati correttamente informati. Con il nostro supporto, i due risparmiatori si sono rivolti al Tribunale di Milano citando in giudizio la propria banca; il giudice ha concordato con le nostre posizioni ed ha condannato la banca a risarcire i nostri clienti per la somma di € 180.124,86 oltre interessi.
Causa vinta in 24 mesi – leggi la sentenza integrale